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Ancient Riomaggiore

Cinque Terre storia, gli inizi. Non eravamo pescatori

Le Cinque Terre incantano la maggior parte dei visitatori che ormai da anni a migliaia arrivano anche da molto lontano, per ammirare questi piccoli cinque paesini dalle casette colorate e a picco sul mare. Spesso non sanno nulla della loro storia, di come nascono, quanto tempo fa e perché nascono le Cinque Terre. Quasi nessuno sa che fino ai primi del Novecento erano abitate solo da contadini, non da pescatori. E che il loro vino, già nel 1300, era considerato uno dei migliori e veniva elogiato da molti letterati del tempo.

L'origine del nome

Il nome “Cinque Terre” appare per la prima volta nel XV secolo, quando questa zona era sotto il controllo della Repubblica Marinara di Genova. Un funzionario, nel suo rapporto a Genova, raccoglieva i cinque paesi (Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso) in un unico toponimo anche perché si era reso conto che le caratteristiche in comune dei cinque paesini erano molte, nonostante le particolarità di ognuno di loro.

Il nome Cinque Terre è sopravvissuto nei secoli e tanti oggi si chiedono il perchè del nome “terre”, che suggerisce erroneamente l’idea di trovare cinque isole o cinque colline. La parola “terra” in questo caso sta per “piccolo borgo medievale”.

Le origini: i muretti a secco

I primi coloni si insediarono nella zona collinare sopra le Cinque Terre circa mille anni fa, probabilmente intorno al X e XI secolo. Erano per lo più abitanti della Val di Vara, che a seguito della crescita demografica e per salvarsi dalle epidemie svalicarono il monte e crearono dei borghi agricoli sopra il mare, all’altezza degli odierni santuari: Soviore, Reggio, San Bernardino, Volastra e Montenero.

I terreni erano morfologicamente inadatti alle coltivazioni per via della loro ripidità, ma il clima era migliore dell’entroterra, il che rendeva possibile le coltivazioni di vite e ulivo. Per ovviare al primo problema si crearono dei terrazzamenti tramite la costruzione di muretti a secco lungo la costa, che ad oggi ricoprono una superficie di circa 7.000 Km (su appena 14 Km di costa!).

No pescatori ma grandi vignaioli!

Lo sviluppo della zona delle Cinque Terre cominciava quindi dalle montagne, da parte di un popolo di contadini, che non erano per nulla avvezzi alla pesca. Il commercio del vino è sempre stato il metodo di sostentamento principale. 

Intorno al 1300, il vino ha fatto la fortuna dei paesi delle Cinque Terre: il bianco “Vernaccia” era considerato molto pregiato, inoltre era trasportabile, a differenza degli altri vini. Per questo era anche molto costoso. Nel parla persino Dante nel XXIV canto del Purgatorio, in cui lo definisce il “milior vino bianco che si trovi”.

E il mare?

Non era un posto sicuro: nel XII secolo vengono finalmente sconfitti i Saraceni, un popolo di pirati provenienti dall’Africa Settentrionale, che hanno controllato e sparso terrore sulle coste per almeno 3 secoli.

Nel Cinquecento sono poi arrivati i “turcheschi”, predoni turchi e berberi, provenienti dall’Oriente, da Tunisi e Algeri, che risalivano i mari Tirreno e Ligure, saccheggiando paesi e razziando uomini e donne.

Ancora oggi si trovano svariati avamposti di sorveglianza sparsi sulla costa, tutti visibili tra uno e l’altro. Gli attacchi ai paesi costieri riprenderanno così vigore e finiranno solo a metà del 1600, quando ormai le torri di avvistamento sono numerose e ben coordinate e lo sviluppo di armi da fuoco affidabili, cannoni e simili, rende difficile lo sbarco.

 

 

A breve seguirà approfondimento sul paesaggio e vino delle Cinque Terre!

Cinque_terre_history

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