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Flussi Turistici Cinque Terre

Da anni oramai si sente parlare di Flussi Turistici alle Cinque Terre come problema di ordine pubblico o opportunità economica. Non si possono però lasciar cadere nel vuoto altre questioni collegate come il Dissesto Idrogeologico e l’Autofinanziamento.

Flussi al plurale anche se nella polemica di tutti i giorni il problema sembrano quasi o solo le Crociere. I numeri però ci dicono che su circa 3.500.000 di turisti annuali (fonte Parco) i crocieristi pesano per circa 300.000 unità, meno del 10% (fonte Autorità di gestione degli sbarchi). Gli altri gruppo hanno provenienza molteplice, si stima che i Tour Operator Europei ed Extraeuropei che operano nell’area siano almeno 500 e si spostano via treno o su strada per raggiungere le Cinque Terre. I dati dei Battelieri indicano circa 450.000 passeggeri annui, per cui è facile capire come ancora oggi il turismo individuale non intermediato rappresenti la maggioranza dei flussi turistici alle Cinque Terre.

Sicuramente un puzzle complicato e proprio per questo le semplificazioni di chi vede in un solo attore la causa dell’affollamento che talvolta opprime stazioni e paesi sono quantomeno inutili se non dannose. Ma è pur vero che se si vuole rafforzare l’economia turistica locale non si può, da parte di tutti, non pensare al dissesto idrogeologico che comporta da anni chiusure di sentieri con ricadute negative sugli spazi comuni nei paesi. E qui allora dobbiamo parlare di Autofinanziamento del territorio. Parliamo del Parco e dei Sindaci che ne rappresentano l’anima e il pilastro. Il Parco, si leggano il bilancio sociale e la relazione della Corte dei Conti risulta il miglior Parco d’Italia con graduale ma continuo aumento anche degli investimenti sul territorio. Problema non da poco, siamo lontani dal livello desiderato. La Carta Cinque Terre viene venduta in circa 1.000.000 di esemplari su 3.500.000 di visitatori, troppo pochi. Stiamo parlando della versione treno € 16,00 che destina però € 10,00 a Trenitalia e il resto, al netto dell’IVA 22%, può essere destinato al Territorio. Invece la Carta Cinque Terre Sentieri a € 7,50 vede una contrazione nelle vendite e le ripetute chiusure di vari tratti del Sentiero Azzurro comportano giudizi in peggioramento da parte degli ospiti.

Per provare a chiudere il cerchio + AUTOFINANZIAMENTO + INTERVENTI SU DISSESTO IDROGEOLOGICO con conseguente influenza sui Flussi Turistici alle Cinque Terre, ritengo che bisognerebbe riformare la Carta Cinque Terre con lo scopo di raggiungere un numero maggiore di ospiti, aumentandone il grado di soddisfazione : renderla obbligatoria ma con prezzi variabili a seconda dei servizi usufruiti e dei giorni spesi sul territorio.

Per influenzare i flussi turistici c’è poi la questione della collaborazione coi territori limitrofi, ma ne parleremo più avanti, in un altro post.

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